I primi tacos a Mérida

Prima di Mérida, c’era Th’ó o Ichcaanzihó
Quinto e ultimo giorno alla città di Mérida, capitale della regione messicana dello Yucatán… Di già?! Eh già. Per chiunque non lo ricordi, al capitolo tre si trova il nostro itinerario di 4-5 giorni a Mérida.
Ora è invece il momento di tirare le somme, riflettere su cosa ci è piaciuto di più e di meno, ma anche di guardare avanti, verso la prossima meta. Questo sarà in generale un capitolo breve, ma intenso. O forse solo breve.
La giornata conclusiva di questa prima nostra tappa è tutto sommato tranquilla e suddivisa in tre mete principali:
- dar un vistazo al Mercado de Artesanias;
- vistare il Museo de la Ciudad de Mérida;
- rivedere il Paseo Montejo.
Cominciamo dalla nostra visita al mercato.
Il mercato delle pulci della capitale messicana dello Yucatán
È domenica 21 luglio. È mattina e decidiamo di passare per il Mercado Municipal de Artisanias, un’area davvero molto grande e caratteristica. Qui si possono trovare le cose più disparate, come:
- vestiti, borse, cappelli, gioielli;
- molto cibo, molti aguacate, molta carne (anche non refrigerata…);
- tecnologie, cover per telefono;
- souvenir di ogni tipo, dalle tazze alle calamite, dai portafogli alle magliette.
Purtroppo, il giorno in cui l’abbiamo visitato, molte bancarelle erano chiuse: questo ha comunque reso l’esperienza più peculiare, poiché pareva di girare all’interno di un labirinto dismesso.
Comunque, come ad ogni mercato, la sua visita può essere una buona occasione sia per vedere più da vicino la vita più umile e autentica del Messico, sia per trovare buoni prezzi su spezie e altre leccornie locali.
La storia di T’Hó: il suo sviluppo e patrimonio culturale per il Messico
Sai che la città di Mérida non si è sempre chiamata così?
Noi lo scopriamo visitando il Museo della Città di Merida, che si trova nelle vicinanze del mercato. Originariamente sede postale e telegrafica, è diventato sede museale nel 2007. L’edificio è maestoso e ancora una volta di influenza francese.
Richiede circa un’ora/un’ora e mezza di visita e offre principalmente:
- ulteriori informazioni utili sulla storia dello Yucatán;
- una mostra fotografica di moda al piano superiore, i vestiti tipici e antichi.
Più nello specifico, si sviluppa in quattro sale permanenti:
- Mérida preispanica: la città pre-Mérida chiamata Th’ó o Ichcaanzihó;
- Mérida coloniale: la fondazione di Mérida, con l’evangelizzazione e le nuove tradizioni;
- Mérida tra il XIX – inizio XX secolo: il periodo di massima espansione ed evoluzione economica;
- Mérida moderna: i più odierni movimenti di cultura, sport, architettura.
Un ultimo saluto al Paseo Montejo e una riflessione generale su Mérida
Il pomeriggio, volendo rivedere la zona nord, facciamo una lunghissima passeggiata al Paseo verso l’imbrunire, in saluto a quella zona. Compriamo tre calamite e una t-shirt con un coloratissimo pajaro
e la scritta Mérida nei negozi di Calle 60.

La nostalgia di dover lasciare questa bella città, emozione sentita specialmente il giorno precedente, si affievolisce un po’ ora. Sarà che tutto ciò che c’era da vedere l’avevamo visto, sarà che la magia di un posto nuovo stava man mano lasciando spazio alla ripetitività… O forse, più probabilmente, l’esperienza coi negozi e i rispettivi venditori ci ha lasciati (me in particolare, che sono una persona alquanto permalosa e facilmente irritabile) con l’amaro in bocca e con la voglia di cambiare aria.
Infatti, devo ammettere che, anche ripensandoci ora a fine viaggio, la questione vendita/acquisto in negozio è la cosa che additerei come la più fastidiosa di una vacanza in Messico.
In particolare, ho trovato i negozianti di Mérida assolutamente prevenuti e generalmente scortesi nei confronti dei turisti. Non dimostrano alcun tipo di fiducia verso chiunque entri nel loro negozio (cosa che non ho poi riscontrato nei successivi paesi dello Yucatán) e hanno questa tendenza a controllare ogni mossa e a fissare qualsiasi movimento uno compia all’interno della loro tienda, più o meno esplicitamente.
Qualcun altro ha avuto la stessa impressione? O lo stesso fastidio nel dover per forza contrattare?
Ovviamente, non voglio lasciare intendere che Mérida mi abbia deluso, ma trovo che possa essere utile una riflessione su questo suo lato negativo, magari utile a chi vorrebbe o dovrà viaggiarci: utile per non ricevere sgradevoli sorprese e semplicemente stare un po’ più allerta.
Ci tengo dunque a specificare che Mérida resta una delle cittadine che più ho apprezzato del Messico, mi ha lasciato dei bei ricordi e fatto vivere una piacevole esperienza.
Ma anche la prossima cittadina, Valladolid, non sarà da meno… Allora, andiamo a scoprirla!
Al prossimo capitolo.
