La “Noche Mexicana”

Visite museali, passeggiate chic e movida notturna a Mérida
È sabato 20 luglio, il nostro quarto giorno nella città di Mérida. Oramai quasi completamente ambientati, dei veri locals, decidiamo che ci sentiamo abbastanza baldanzosi da uscire dalle figurative mura del centro città.
Per questa giornata c’è infatti in programma la visita al Gran Museo del Mundo Maya, che si trova a circa 9km da Calle 60. Questo significa che per arrivarci non saranno sufficienti i nostri piedi e una buona forza di volontà, ma dovremo spostarci con un mezzo.
Optiamo per un mezzo pubblico di linea: l’autobus Va-y-Ven.
Come spostarsi all’interno di Mérida coi mezzi pubblici
Per poter utilizzare questo tipo di autobus di linea, è necessario l’acquisto di una tarjeta ricaricabile. Ci sono varie zone in cui poterla richiedere, tra cui i supermercati Oxxo o delle cabine automatiche – cajeros inteligentes. Noi, a Mérida, abbiamo trovato quest’ultima nella zona tra il Palacio de la Música, e la Plaza Internacional.
In pratica, come funziona quest’interessante servizio made in Yucatán? Come abbiamo detto nel capitolo introduttivo del blog, è un’opzione che si può trovare solo in questo estado. Il prezzo della tarjeta è di 25 pesos (il prezzo potrebbe differire a seconda del cambio, in quel tempo 25 pesos equivalgono a circa un euro).
Il costo dello spostamento cambia poi a seconda del tragitto e le varie tariffe sono visualizzabili nel sito web della compagnia Va-y-Ven. È anche possibile scaricarsi l’applicazione, per comodità. Abbiamo la fermata dell’autobus a pochi passi da casa e il tempo del tragitto per raggiungere il Gran Museo del Mundo Maya è di circa 40/45 minuti.
Il Museo del Mondo Maya e i dintorni della zona
El Museo de Mundo Maya è mediamente grande ed interessante. Il prezzo per Extranjero è di $150.00 pesos, ossia di circa 7 euro. Evitando di dire troppo su cosa contiene, per chiunque avesse la curiosità di visitarlo senza spoiler, dirò solo che al suo interno presenta:
- zone interattive;
- ricostruzioni delle facciate di edifici dei popoli antichi;
- informazioni storico-archeologiche sul calendario e la lingua Maya.
La struttura, anche al di fuori del museo, è molto ampia e presenta sia una zona esterna che un piano superiore, con uffici e bar. Appena usciti dal museo, ci siamo guardati attorno, e ci è venuta incontro una signora che ci ha invitati a prendere parte alla visione di una serie di film locali sulle tradizioni del luogo. I cortometraggi erano molto belli e impattanti, ognuno di loro presentava una storia che aveva come tematica di base il cibo yucateco.
Prima del ritorno ci fermiamo ad un supermercato Solana poco vicino, il più grande visto finora. Anche questa zona di Mérida ci è sembrata ben tenuta, più periferica e meno curata, sicuramente, ma comunque dall’atmosfera tranquilla e vivibile.
Mérida nord: Paseo de Montejo è botique hotel e influenza europea
Finalmente, la sera vediamo la parte nord del centro di Mérida, chiamata Paseo De Montejo (il nome vi ricorda qualcosa? Ne abbiamo parlato qui). Si tratta decisamente della zona più chic e che più è stata influenzata dallo stile europeo, in particolare da Parigi. Questo è ciò che ci spiega la nostra guida di oggi, che prenotiamo a quest’ufficio di informazione turistica.
Anche in questo caso, il servizio è gratuito e il giro dura circa due ore.

La visita si sviluppa nelle grandi strade, lunghe e dritte, di questa parte della città, che indubbiamente ricordano i boulevards francesi. La guida ci porta sia a vedere le molte ville dei colonialisti europei (tra cui anche una di stile romano), sia il Monumento a La Patria. Si tratta di una struttura circolare in pietra, realizzata dal colombiano Rómulo Rozo per celebrare la cultura messicana, dal periodo pre-ispanico ai tempi odierni.
Piccolo gossip interessante che la guida ci racconta: quando la vasca del monumento si riempie di acqua a causa di forti piogge, i cittadini o comunque le persone che si trovano a Mérida in quel momento, vanno a farci il bagno.
Movida notturna: La noche Méxicana!
Di ritorno verso casa, capitiamo in un contesto di festeggiamenti: sempre poiché ormai ci sentiamo completamente parte del luogo, decidiamo che è giunto il momento di sperimentare anche la movida notturna della città di Mérida.
Ci avviciniamo dunque alla fiumana di persone in fase di celebrazione e notiamo la scritta “la noche mexicana“. Si tratta di una piacevole serata festiva, dal tocco tradizionale, ricca di moltissime persone, sia locali che turisti. C’è la possibilità di svagarsi con:
- chioschetti di cibo dolce, tra cui churros e marquesitas;
- bancherelle di abiti e accessori tipici Maya;
- un palco: dove vari artisti locali si esibiscono in diversi tipi di spettacolo.

Tutto molto bello, ma è arrivato anche il momento di cenare.
Girovagando sempre per la zona nord, capitiamo in un pittoresco e rustico posticino che fa tacos, uno dei tanti che si possono trovare in zona, e decidiamo di fermarci a mangiare.
Il menù è molto scarno ma notiamo che i tacos vengono fatti a mano al momento e in generale il posto ci sembra promettente, nella sua semplicità. Prendiamo tre portate di tacos differenti, tra cui uno con la farina di grano, queso e verdure. Con i tacos ci ha servito spicchi di lime e quattro salse differenti. Il gestore ci ha consigliato di accompagnare il cibo con l’agua de horchata e il primo sorso è stato un momento magico per le nostre papille gustative! Ci è piaciuta molto, nonostante sia davvero zuccheratissima. Devo dire che con i tacos però si sposa bene, mi sembra un accostamento ben studiato.
In quel momento mi rendo anche conto di una cosa: due persone che avevo visto la sera prima, sedute al tavolo a cenare con quello che credevo fosse del latte – e difatti mi son detta, strani consuetudini ci sono in Messico – era, con tutta probabilità, una horchata!
Dal quarto giorno in poi, si iniziano a capire molte cose. Si inizia, forse, a pensare in messicano.
