La piazza centrale di Mérida

Cosa vedere a Mérida, la capitale dello Yucatán
Giovedì 18 luglio: primo giorno a Mérida. Ci svegliamo alle 8.00, stranamente senza quel mal di testa da jet lag che ci aspettavamo invece di provare. Non c’è nulla in programma: non sapendo come avremmo reagito al nostro primo volo internazionale (parlo di com’è stato qui), non ci eravamo appuntati nulla di imprescindibile da dover fare quel giorno.
Comunque, tenendo presente che avevamo deciso di stare un totale di cinque giorni a Mérida, ecco un elenco delle mete che, durante quell’arco di tempo, siamo riusciti a vedere e che consiglieremmo di visitare:
- Parque de Santa Lucia: molto carino e accogliente, di giorno con mercatini locali, di sera con musica dal vivo e ottima offerta di ristoranti e locali dove cenare o bere;
- Museo Casa Montejo: ingresso libero con qualche quadro e pregevoli pezzi di arredamento storico;
- Catedral De San Idefonso: maestosa architettura che dà sulla piazza principale della città (che purtroppo era in fase di restauro quando siamo stati);
- Museo de la Ciudad de Mérida: un importante modo per conoscere e vedere la storia della città;
- Mercado municipal de Artesanías Silver: moltissime bancherelle una dietro l’altra, stanziali, che vendono prodotti di qualsiasi tipo;
- Parque San Juan: una piazza che sa molto di atmosfera da paese, con gente che si conosce e si ritrova a mangiare prendendo il cibo da banchetti;
- Monumento a la Patria: opera del ‘900, realizzata per ricordare la storia dello Yucatán e i suoi personaggi chiave;
- Gran Museo del Mundo Maya: la più grande collezione di manufatti di epoca Maya, un po’ fuori dal centro ma facile da raggiungere;
- Parque de los Hidalgo: da qui si può vedere, nella chiesa di fronte, i resti della manodopera Maya.

Cose da fare arrivati in Messico: cambio soldi e SIM
Decidiamo di visitare con calma e spensieratezza la parte sud del centro e nel frattempo di sistemare delle questioni utili per il nostro soggiorno in Messico. Ad esempio, acquistare una SIM messicana e cambiare i contanti, da euro a pesos.
Acquistiamo una nuova SIM fisica a TelCel. Ci sono varie compagnie telefoniche con le quali è possibile usufruire di pacchetti di una settimana, due, o un mese (e così via), ma questa in particolare ci era stata consigliata dalla nostra local (la sposa!). E, in effetti, io che l’ho provata, posso assicurare che funziona bene. Ho speso circa 15 euro di attivazione SIM + 4 euro di offerta mensile, con inclusi 4 giga di internet. È da tenere presente che ci sono comunque offerte più economiche con altri operatori, che però durano meno giorni.
Lì vicino passiamo poi a ritirare dei pesos con la commissione più bassa che abbiamo trovato (34pesos, circa 1,50e).
Folklore messicano e la ricerca del supermercato adatto a noi
Visitiamo poi la zona popolare dei mercati, con molti piccoli negozi di souvenir, frutta, tecnologie varie. Ci fa sorridere il fatto che alcune tiendas vendessero una sola cosa: in particolare, ci è rimasta impressa una ragazza che vendeva solo ed esclusivamente platanos.
Un altro dettaglio simpatico è che alcuni negozi, di elettronica e vestiti in particolare, ricorressero all’uso del microfono per farsi pubblicità. Insomma, fuori dal negozio, si incappa facilmente in un signore vestito in maniera un po’ tamarra, che cerca di invogliare i passanti ad entrare parlando al microfono di che splendidi prodotti il suo negozio vende.

La ricerca di un vero supermercato è stata una prima missione-sfida: ne troviamo di moltissimi, piccolini, che nei loro scaffali vendono solo patatine in sacchetto e Coca Cola di 3 litri. Qualche frijoles, qualche pacco di riso, poco più. Ad un certo punto, ne troviamo uno medio-piccolo, dove riusciamo anche a mangiare i nostri primi tacos.
Ma proprio quando stiamo per perdere ogni speranza, ecco che appare dinanzi a noi quello che rimarrà il nostro supermercato preferito del Messico: il Soriana. Sicuramente ci è rimasto nel cuore solo per una questione affettivo-nostalgica, ma è comunque una buona soluzione. Per come è impostato e per la qualità di arredamento e prodotti in vendita ci ha ricordato l’Alìper. Qui, abbiamo fatto una spesa più sostanziosa, comprando i nostri primi aguacates.
Merida: la città più sicura dello Yucatán, ma…
… attenzione agli scammer! Ai venditori ambulanti, che sono proprio dappertutto. Camminando per le vie della città incrocerete sicuramente persone fuori dai negozi che vi saluteranno e proporranno di entrare in negozio.
Un consiglio è di non farsi prendere troppo dall’entusiasmo e, magari suonerà male, ma non dare loro troppa retta. Ambientatevi prima un po’ e fatevi un’idea dei prezzi medi delle cose perché in Messico, un po’ ovunque, la compravendita funziona spesso contrattando. In pratica, loro sono abituati che i turisti rilancino il prezzo e, di conseguenza, tengono il costo delle cose alto e molte volte non coincide con il valore effettivo delle stesse.
Noi ci siamo un po’ lasciati trasportare dalle loro parole e abbiamo fatto acquisti importanti subito il primo giorno, senza provare a contrattare. In seguito, ce ne siamo un po’ pentiti. Nulla di grave o spaventoso quindi, ma qui è sicuramente un buon momento per tirare fuori un po’ di quella tradizionale-stereotipata mentalità italiana del “non mi faccio fregare da nessuno, sono più furbo io”! 😉
