Volo intercontinentale Italia-Messico

Il giorno della partenza: da Venezia in direzione Mérida
È mercoledì 17 luglio, sono le ore 3.08: squilla la sveglia.
La mente è tesa e la testa è pesante viste le poche ore di sonno e il lungo viaggio che ci aspetta, ma c’è poco tempo per distrarsi in futili pensieri. Tra mezz’ora dobbiamo già essere fuori di casa. Alle 3.30 ci dirigiamo infatti in direzione aeroporto Marco Polo di Venezia.
Sorge l’alba finché aspettiamo di prendere il nostro primo aereo con la compagnia di volo Iberia, che fa scalo a Madrid. Il nostro primo viaggio aereo dura due ore, ed è molto tranquillo.
Fare scalo all’aeroporto di Madrid: informazioni utili
Una volta a Madrid, abbiamo quattro ore di tempo prima di avere la possibilità di prendere il prossimo volo, sempre con la compagnia Iberia, che ci avrebbe portato a Città del Messico.
Ne approfittiamo per fare colazione, una salatissima colazione, ma non per ragioni di gusto: l’acquisto di due brioche alla cioccolata, un caffè latte e un tè caldo ci viene a costare 14 euro.
Per chi deve impiegare diverse ore di tempo in scali come il nostro, non c’è da preoccuparsi: questo aeroporto è davvero grande e ci sono diversi negozi e bar tra cui perdersi via – dal cibo tipico, ai vestiti di marca, i profumi e gli immancabili souvenirs.
Non consiglio di bighellonare troppo però, proprio perché l’aeroporto di Madrid Adolfo Suarez – Baracas è così grande che, per spostarci e raggiungere il nostro gate, abbiamo dovuto scendere diverse scale e prendere poi un mezzo di trasporto, una sorta di metro, al piano sotterraneo. Per compiere questo tragitto ci si impiega più o meno una ventina di minuti.
Il viaggio intercontinentale: da Madrid a CDMX
Il viaggio dalla capitale della Spagna verso quella del Messico dura circa 12 ore. Sembrano un’eternità, ma con un po’ di fortuna e fantasia possono anche passare piacevolmente. Così è stato per noi. Prenotare ad orari favorevoli per il sonno è sicuramente una buona strategia che a noi ha davvero ripagato: siamo riusciti a dormire qualche ora, alleggerendo il peso del volo.
Per il resto del tempo, l’aereo offriva diverse opzioni di svago. Prima della partenza hostess e stewards passano a consegnare delle cuffiette con le quali collegarsi ad uno schermo posto di fronte ad ogni passeggero. Da esso abbiamo potuto:
- vedere film, documentari, serie TV, corsi di formazione;
- fare dei giochi;
- scegliere della musica da ascoltare.
Consiglio personalmente di scegliere i film indipendenti che il catalogo offre: il loro mood è tranquillo, gli attori parlano con delicata pacatezza e il tutto concilia molto il sonno. Ho iniziato tre di questi film e non ho idea di come siano finiti.
Nel nostro biglietto aereo sono incluse poi tre portate di cibo:
- il pranzo: a scelta tra pasta al pomodoro e pollo, con contorni e dessert;
- la merenda: varie tapas tra cui chorizos e olive;
- la colazione: un panino a scelta se con jamón (prosciutto) o vegetariano (con formaggio o formaggio/pomodoro).
La dogana dell’aeroporto di Città del Messico per chi viene dall’UE
Finalmente atterriamo all’Aeropuerto Internacional Benito Juárez di CMDX.
Dopo un mese di siccità la Città era allora presa d’assalto da piogge continue, e i disagi hanno avuto qualche risvolto negativo anche in aeroporto. Specialmente nelle sue parti più vecchie, dove è entrata un po’ d’acqua.
Questo è forse uno dei momenti che ho temuto con maggiore tensione: il momento del passaggio alla dogana.
Come già scritto nell’articolo precedente, ci aspettavamo che ci avrebbero fatto un sacco di domande per verificare la correttezza del nostro soggiorno momentaneo lì. Ci siamo infatti preparati un discorso che spiegasse:
- il motivo del viaggio;
- per quanto tempo saremmo stati lì;
- dove avremmo alloggiato.
Giunti lì, il personale dirà di proseguire per una corsia specifica, differente tra chi proviene da alcuni Paesi UE, da altri Stati del mondo, e chi è invece cittadino messicano. È molto intuitivo da riconoscere vista anche la presenza delle bandierine disegnate sul terreno.
La verifica del passaporto è tutta elettronica, credo una novità davvero recente e che probabilmente non esiste ancora in tutti gli aeroporti del Messico (in teoria solo in questo aeroporto e quello di Cancùn, per il momento).
Il da farsi è molto semplice: si appoggia il passaporto su di un lettore, che lo legge, e aprirà la porta automatica se andrà a buon fine. In caso contrario, come è successo a me, il personale dirà di recarsi da una persona apposita dietro una scrivania lì vicino, che farà qualche breve domanda (generalmente quelle sopracitate), prima di dare l’ok.

Ultimo sforzo: la tratta da Città del Messico a Mérida
La giornata per me e il mio compagno di viaggio M. non è ancora finita: ci aspetta l’ultimo tragitto fino a Mérida, capitale dello Stato dello Yucatán, che compiamo con la compagnia aerea Vivaaerobus. Anche questo viaggio è stato tranquillo, era già sera anche in Messico e praticamente tutti i passeggeri dormivano.
Essendo la nostra prima volta in Messico e non sapendo bene come fosse l’atmosfera di sera a Mérida, decidiamo di prendere un Uber che ci porti direttamente in Calle 60. Comunque, si tratta di una città sicura e con la presenza di autobus di linea anche in ore notturne.
Essendoci diatribe tra Uber e Taxi, è probabile che, quando e se prenoterete una corsa con l’app Uber, il guidatore vi dica di fare un po’ di strada, lontano dall’aeroporto. Questo proprio perché i tassisti marcano violentemente il territorio, e non vogliono che Uber soffi loro i clienti. Quindi, consiglierei in generale di prenderlo non all’uscita dell’aeroporto, per evitare spiacevoli scontri, come quelli che due nostri amici hanno subito a Cancún. Ma questo lo racconterò meglio più avanti, quando parleremo di quella zona.
Alle ore 23 finalmente raggiungiamo la nostra prima casa e dormiamo in un vero letto.
Dove alloggiare a Mérida?
Per il nostro primo alloggio abbiamo scelto “Loft Liege con cucina e bagno, strada 60 in centro”, un “appartamento con trattamento alberghiero”, poiché richiedendolo, era possibile farsi pulire la stanza.
I punti di forza dell’alloggio indubbiamente sono:
- la posizione: Calle 60 è centralissima e ottima per spostarsi a piedi un po’ dappertutto. Nei dintorni, si possono trovare negozi di abbigliamento, souvenir, locali, ristoranti;
- alloggio essenziale ma con tutto il necessario. Lo stile minimal non stancava l’occhio e c’era comunque tutto il necessario per un soggiorno semplice ma confortevole;
- il self check-in, che ovviamente permette di accedere alla struttura a qualsiasi ora del giorno, senza doversi accordare in un orario d’incontro.
Un lato negativo? La pulizia non era eccezionale. Ma sicuramente una buona opzione per chi predilige la qualità-prezzo al di sopra di tutto.

E tu, sei mai stata/o a Mérida? L’hai visitata e vorresti tornarci per vedere se qualcosa, nel tempo, è mutato?
O mi stai leggendo perché stai programmando la tua prima vacanza in Messico della vita?
Scrivimi nei commenti e conosciamoci!
